Naufrago

Scivolato in un’imprevista realtà alternativa.

Vico Biscotti

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Also in English.

Photo by Matt Hardy on Unsplash

Succede, quando la tua vita prende pieghe inattese, di ritrovarsi in luogo temporale precario, quasi non ci si renda conto di come ci si è finiti, e d’improvviso ogni certezza sul futuro si allontana come imbarcata su un battello che ha preso un’altra rotta, mentre il tuo sta andando non si sa più dove.

Ti arrovelli, perché non doveva andare così, e le colpe che hai, e che dovevi fare questo e quello, e che non dovei fare questo e quello, e daresti un braccio per tornare indietro e percorrere un’altra strada. Com’è possibile. Non poteva andare così. Non doveva andare così. Ancora non ci credi. Intanto, quella realtà parallela, che fino a poco prima era nientemeno che la tua vita, si allontana da te, ma collegata in qualche modo alle tue budella. E più si allontana più le strazia.

Ciò che era realtà prosegue, immaginario, solo nella tua testa. Come un fantasma. Pensi quasi che convincere quel fantasma lo faccia tornare in vita, magari perfino con altra forma, migliore. No, basta che torni, in qualche modo. Sarebbe sufficiente.

Ma il tempo è nato così e non ci si può fare nulla. Il tempo nasce da un’incontenibile pulsione della realtà al cambiamento. Il tempo è figlio della perdita e padre della speranza. Non è che faccia bene o che sbagli. E’ che è fatto così. Un intero universo fa un passettino avanti, e il tempo archivia il passettino precedente. Lo toglie proprio di mezzo e non lo restituisce per nessuna ragione al mondo. Mica per cattiveria. E’ che è fatto così. E noi, vedendo che le cose possono cambiare, ma che non si può tornare indietro, non possiamo fare altro, come degli addomesticati animaletti, che riporre aspettative nel futuro. Cioè diamo al tempo, quello che archivia, il nome “futuro”, quasi fosse un’altra cosa. E, siccome siamo umani, ci crediamo.

Ebbene, questo giro, il tempo ha archiviato come uno schiacciasassi, sicuramente per errore, qualcosa che non doveva archiviare.

Normalmente ci resta il futuro. E in questo caso, però, il tempo s’è portato via anche quello. Cioè, non è che sei morto, almeno quello, per ora, ma ti si è azzerato il futuro. Tutto ciò che c’era nel futuro è sparito. Come fosse un’appendice del passato. Quasi fosse la logica…

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